Il caldo non ha rovinato il raccolto…anzi!

Già dallo scorso giugno, a inizio estate, l’ondata di siccità che ha colpito tutta l’Italia ha creato qualche preoccupazione anche nel mondo vitivinicolo, perché i 4 mesi senza pioggia e le temperature anomale rischiavano di compromettere una vendemmia che si preannunciava di grande qualità

 

Ma poi come è andata?

Per fortuna molto meglio di quanto ci si aspettasse. La siccità e il caldo eccezionale dei mesi estivi non hanno compromesso i risultati della vendemmia che ormai si avvia alle sue fasi conclusive. Secondo Assoenologi si prevede un raccolto di circa 50 milioni di ettolitri, quasi uguale allo scorso anno, con alcuni punti critici in Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto con una gamma di qualità che va da buona a ottima, con punte di eccellenza di Trentino-Alto Adige e in Sicilia.

Un risultato che si è potuto ottenere certamente grazie alle provvidenziali piogge di agosto ma soprattutto al lavoro di ricerca su vigneti sempre più resistenti alle avversità climatiche, avviato da enologi e produttori. La vigna quindi ancora una volta si è rivelata il cardine di tutto il processo, dimostrando che anche in condizioni estreme si possono produrre vini di alta qualità con volumi soddisfacenti.

Non ci resta che sperare in un meteo favorevole che continua a essere importante per il buon andamento della vendemmia di quelle uve che vengono raccolte in ottobre, come il nebbiolo. Se volete, ne abbiamo parlato qui.

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